I fornitori mandano cataloghi e listini in PDF ed Excel, ognuno col suo formato. Qualcuno li ricopia a mano, riga per riga. E il catalogo cresce alla velocità di quella persona.
Alimentazione a mano: 20-46 minuti per codice. La capacità è fissa, i marchi crescono.
Backlog di pubblicazione: un marchio nuovo da migliaia di codici richiede mesi. Non pubblicato = non vendibile.
Listini recepiti in ritardo: per settimane si vende ai prezzi vecchi. L'erosione si scopre a consuntivo.
Le categorie vivono in una testa sola: ferie o dimissioni bloccano tutto.
PDF, Excel, scansioni, siti
Legge i listini così come arrivano e ne ricostruisce le righe, con prezzi e condizioni. Nessun cambio di formato chiesto ai fornitori.
campi comparabili tra fornitori
Uniforma unità di misura, formati e attributi tecnici: filetti, materiali, pressioni e tolleranze diventano campi confrontabili.
niente doppioni
Riconduce i codici del fornitore ai tuoi codici interni, intercetta duplicati e prodotti già presenti.
descrizioni con il tuo tono
Compila descrizioni, attributi e categorie coerenti con la tua tassonomia, pronte per la revisione.
direttamente nei tuoi sistemi, con la fonte a fianco
Le SKU validate entrano nel PIM e nel catalogo online, con la fonte a fianco del dato e lo stato di avanzamento visibile.
revisioni recepite in ore
Le revisioni prezzi entrano in ore, non in settimane. Il pricing anomalo viene segnalato prima di andare online.
Schede tecniche, immagini prodotto, traduzioni per l'estero, aggiornamenti ricorrenti: il flusso si estende ai tuoi passaggi, con le tue regole.
Ogni listino entra così come arriva. Tutto in una coda unica, già classificato.
L'AI estrae gli attributi con un punteggio di confidenza e li mappa sulla tua tassonomia.
Le schede complete si pubblicano da sole. Le anomalie non bloccano il resto.
I casi certi si chiudono da soli. Le eccezioni arrivano con il motivo scritto accanto.
I fornitori mandano i listini ognuno col suo formato: li ricopiamo a mano, riga per riga. Il marchio nuovo resta offline per mesi.
PIMcore · cataloghi fornitore
Prima il catalogo si popolava a mano, dai PDF e dai siti dei fornitori: attributi da cercare, nomi diversi per la stessa cosa, immagini da scaricare una a una.
Gli agenti leggono le fonti, estraggono gli attributi con un punteggio di confidenza, li riportano a un vocabolario unico e scrivono le schede nel PIM, con la fonte a fianco del dato. La persona valida solo quello che resta sotto soglia.
Da 25 a 3 minuti per codice, su 5.500 schede nuove l'anno.
35.000 codici a catalogo. Progetto in avvio: sono stime, non misure.
Il problema non è «leggere il PDF»: è normalizzare, mappare sulla tassonomia e agganciare le equivalenze tra marchi, con qualità da pubblicazione.
Confronto per categorie di soluzione, non tra singoli prodotti. I connettori presuppongono file già puliti: proprio ciò che i fornitori non mandano.
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