La RAG, acronimo di Retrieval-Augmented Generation, è un approccio all’Intelligenza Artificiale che unisce la capacità di ricercare informazioni aziendali (retrieval) con la generazione di testo (generation).
In pratica, anziché fare affidamento esclusivo su ciò che il modello ha “imparato” durante la fase di addestramento, la RAG sfrutta fonti interne all’azienda — come database, documenti o pagine web aziendali — per trovare i contenuti più pertinenti e poi elaborarli in una risposta finale.
Tradizionalmente, i modelli di generazione testuale (come GPT) producono risposte basandosi unicamente sulle informazioni apprese durante la fase di addestramento.
Se il modello non ha incontrato un determinato argomento, può fornire una risposta imprecisa o inventata, incorrendo così nel fenomeno delle “allucinazioni”.
La RAG, invece, permette di superare questo limite integrando un processo di ricerca in fonti di conoscenza attuali e affidabili.
In questo modo, prima di generare la risposta finale, il sistema individua le informazioni più appropriate e le utilizza come base per la produzione del testo.
È come avere un assistente che, prima di rispondere, consulta un archivio di documenti aggiornati per confermare o arricchire ciò che sa già.
Utilizzando dati e documenti reali, sempre aggiornati o comunque specifici di una determinata procedura interna a un’azienda, la RAG riduce la probabilità di risposte errate o incomplete.
Se la base di conoscenza è stata aggiornata di recente, il modello può fornire risposte più precise rispetto a un sistema addestrato su dati “storici”.
Poiché i modelli RAG attingono a fonti esterne al modello addestrato, non è necessario ri-addestrarli completamente per includere nuove informazioni.
È sufficiente mantenere aggiornati i dati nel database o negli archivi, rendendo l’intero sistema più dinamico e flessibile.
Integrando la ricerca di informazioni verificate, la RAG aiuta anche a contenere il rischio che il modello inventi dettagli o fornisca risposte prive di fondamento.
Questo approccio si adatta bene a diversi scenari, per esempio chatbot aziendali o sistemi di supporto decisionale in ambito finanziario, dove è fondamentale basarsi su fonti ufficiali e aggiornate.
In definitiva, la RAG rappresenta un passo avanti nel mondo della generazione automatica di testi, perché unisce le potenzialità di un modello linguistico avanzato alla solidità di informazioni sempre aggiornate, riducendo al minimo gli errori e la necessità di addestramenti frequenti.
RAG: come funziona
La RAG si basa su due momenti fondamentali: la fase di retrieval (recupero) e quella di generazione del testo (generation).
Durante il retrieval, il sistema interroga una fonte di conoscenza esterna al modello LLM, come un database, un insieme di documenti, email o pagine web.
L’obiettivo è recuperare le informazioni più pertinenti alla domanda o al contesto che si vuole approfondire.
In altre parole, anziché affidarsi soltanto a ciò che è stato appreso durante l’addestramento, il modello va ad integrare in tempo reale i contenuti più adatti alle specifiche esigenze dell’utente.
Una volta raccolte le informazioni rilevanti, la RAG le passa al modello per la fase di generazione testuale.
Qui elabora il materiale recuperato e lo integra con le proprie capacità linguistiche e di comprensione del contesto.
Il risultato finale è un testo di risposta che rispecchia al meglio l’esigenza dell’utente, basandosi tanto sulle conoscenze del modello quanto sulle informazioni “interne” al dominio appena trovate.
Un esempio semplificato di questo processo può essere descritto in quattro passaggi: un utente formula una richiesta, il sistema avvia la ricerca nelle proprie fonti per recuperare i documenti più rilevanti, esegue una sintesi delle informazioni chiave e, infine, genera la risposta definitiva.
Immaginiamo un caso pratico in cui un utente chiede di preparare un preventivo complesso per un progetto di sviluppo software.
La RAG, prima di rispondere, frugherebbe nei database aziendali, estrarrebbe listini prezzi, procedure interne e best practice, li analizzerebbe e, nell’ultimo passaggio, produrrebbe un preventivo personalizzato che unisce le informazioni finanziarie e organizzative reali alla capacità di esporre chiaramente costi e tempi di consegna.
In questo modo, l’utente riceve una risposta che rispecchia sia le conoscenze di base del modello sia le informazioni più recenti e contestualizzate all’interno dell’azienda.
RAG: componenti chiave
La RAG si fonda su tre elementi fondamentali, strettamente collegati tra loro.
Il primo è il modulo di retrieval, responsabile della ricerca e del recupero di informazioni provenienti da fonti interne all’organizzazione.
In questa fase, il sistema setaccia database, documenti e altre risorse per individuare i contenuti più rilevanti rispetto alla richiesta dell’utente.
È un passaggio essenziale, perché la qualità dei dati recuperati influenza in modo diretto l’accuratezza della risposta finale.
Superata la fase di ricerca e recupero, entra in gioco il modulo di generazione, ovvero il modello di linguaggio che elabora il materiale recuperato e crea il testo finale.
Questa componente sfrutta le proprie capacità di comprensione semantica e di produzione linguistica per costruire frasi coerenti e ben strutturate, integrando sia le conoscenze apprese in fase di addestramento sia i dati appena acquisiti.
Il risultato è un contenuto che risponde in modo preciso e articolato alla domanda iniziale.
Infine, avviene la fase di integrazione, dove le informazioni “grezze” ottenute dal modulo di retrieval vengono combinate in modo sinergico con quelle già possedute dal modello.
L’obiettivo è generare una risposta che sia completa e fedele alla realtà, evitando incongruenze o duplicazioni.
In questa fase, il sistema seleziona e riordina i contenuti estratti, valuta la pertinenza dei vari segmenti di testo e li inserisce con fluidità nella risposta finale.
Il coordinamento tra retrieval, generazione e integrazione permette alla RAG di fornire un output aggiornato, specifico e ben motivato, massimizzando al tempo stesso la robustezza e la flessibilità del modello.
RAG: vantaggi e svantaggi
L’adozione della RAG comporta una serie di benefici che la distinguono dagli approcci di generazione testuale tradizionali, ma al tempo stesso introduce alcune criticità che vanno attentamente considerate.
Vantaggi
Uno dei vantaggi principali è l’elevata precisione delle risposte.
Poiché il modulo di retrieval va a cercare informazioni specifiche in fonti interne all’organizzazione, il sistema può rispondere basandosi su dati più aggiornati e accurati, riducendo il rischio di approssimazioni o imprecisioni.
La capacità di restare aggiornato senza ricorrere a complessi o frequenti ri-addestramenti è un ulteriore punto di forza.
È sufficiente mantenere aggiornate le fonti di conoscenza, e il modello potrà attingere alle nuove informazioni in tempo reale, offrendo risposte che riflettono gli ultimi sviluppi o le ultime modifiche ai processi.
La riduzione dell’“hallucination” rappresenta un altro aspetto decisivo.
Integrando la ricerca di dati reali e verificati, la RAG riduce la probabilità che il modello “incontri” argomenti non approfonditi durante l’addestramento e si avventuri in congetture non fondate.
Svantaggi
D’altra parte, la RAG è dipendente dalla qualità del database o delle fonti interne all’organizzazione.
Se le informazioni in archivio non sono aggiornate, risultano incomplete o contengono errori, il modello rischia di incorporare queste lacune o inesattezze nelle risposte finali.
Sul piano implementativo, la RAG presenta una complessità architetturale maggiore rispetto al semplice utilizzo degli LLM di terze parti.
La necessità di integrare moduli di ricerca, algoritmi di ranking e motori di generazione implica un coordinamento più articolato e quindi un livello superiore di difficoltà nello sviluppo e nella manutenzione.
Infine, va considerato l’aspetto della latenza.
La fase di retrieval, specialmente se il sistema deve eseguire ricerche in database molto estesi o su fonti web, può allungare i tempi di risposta, rendendo il sistema meno fluido nei casi di domande-risposte in tempo reale.
L’ottimizzazione dell’infrastruttura e l’indicizzazione delle risorse diventano quindi fondamentali per evitare ritardi significativi.
RAG e debito tecnologico: perché l’approccio “ibrido” aiuta a rimanere agili
Quando si parla di Intelligenza Artificiale e di modelli di linguaggio, è comune imbattersi nel concetto di “debito tecnologico”.
Questo termine indica l’insieme dei compromessi tecnici e architetturali che, se non gestiti correttamente, possono rallentare lo sviluppo futuro e rendere un sistema meno flessibile.
Adottare la RAG (Retrieval-Augmented Generation) e basarsi su un’architettura che valorizzi fonti interne, piuttosto che fare affidamento esclusivo su un modello di terze parti, aiuta a contenere questo debito e a mantenere un livello di indipendenza strategica.
Affidarsi completamente a un singolo modello di terze parti, magari specializzato o ottimizzato su un dominio specifico, può apparire la soluzione più rapida e immediata per raggiungere i propri obiettivi.
Tuttavia, questa scelta nasconde diversi rischi.
Da un lato, si diventa dipendenti dalle evoluzioni di quel modello (versioni, cambi di licenza, variazioni nella politica dei costi), dall’altro si corre il pericolo di cristallizzare la propria architettura su tecnologie che in pochi mesi potrebbero essere superate o cambiare drasticamente in termini di feature o prestazioni.
Sul piano del debito tecnologico, ciò significa accumulare vincoli a cui sarà difficile sottrarsi in futuro.
Se, ad esempio, il provider decide di interrompere il supporto, o se le performance del modello non soddisfano più i requisiti aziendali, la migrazione verso una nuova piattaforma potrebbe risultare molto complessa, con dispendio di risorse e tempo.
Inoltre, un modello ottimizzato massicciamente su dati proprietari potrebbe comportare questioni di portabilità e di compliance, bloccando di fatto l’azienda su una soluzione che rischia di non essere più adeguata ai cambiamenti del mercato e della tecnologia.
La RAG, invece, riduce la dipendenza dalle specifiche interne del modello linguistico.
Invece di incorporare tutte le informazioni direttamente nel modello, la RAG si affida a un meccanismo di retrieval che pesca dati e documenti da fonti aziendali interne (database, file system aziendali, archivi cloud, knowledge base).
Questo approccio comporta diversi vantaggi:
- Modularità
La conoscenza non è interamente “intrappolata” nel modello, ma parzialmente contenuta in repositories interni. Se si decide di sostituire il modello LLM sottostante ad esempio, passare da un modello GPT-based a un diverso provider, l’infrastruttura principale non subisce stravolgimenti: le informazioni rimangono nei database o negli archivi, e il nuovo modello continuerà a sfruttarle nel processo di retrieval. - Aggiornamenti senza frizioni
Se la base di conoscenza si evolve — ad esempio, con nuovi documenti o procedure interne — è sufficiente aggiornare i dati archiviati. Non è necessario ri-addestrare pesantemente il modello ogni volta, riducendo in modo significativo i costi e la complessità operativa. - Flessibilità contrattuale
La possibilità di cambiare modello di linguaggio con maggiore agilità permette di non rimanere vincolati a un singolo fornitore. Si può valutare quale LLM offra la soluzione migliore in termini di performance, costi e privacy, senza dover ricostruire da zero l’intero stack tecnologico. - Controllo dei dati
Con la RAG, i dati sensibili (ad esempio, documentazione interna, listini prezzi, contratti) rimangono in un ambiente controllato dall’azienda. Il modello linguistico lavora su informazioni estratte dinamicamente, piuttosto che dover inglobare tali dati in un training massiccio e potenzialmente irreversibile.
In un contesto aziendale in cui si vogliono minimizzare i rischi di lock-in e mantenere il controllo delle tecnologie adottate, la RAG costituisce un asset strategico.
Grazie a un’architettura ibrida, è possibile sfruttare la potenza di calcolo e le abilità linguistico-predittive di un modello di terze parti, senza dover riversare tutta la conoscenza aziendale o vincolare i processi critici a un singolo fornitore.
Questo approccio incrementa la resilienza del sistema.
Se i requisiti cambiano o se il modello preferito smette di essere competitivo, la transizione verso un nuovo LLM è molto più agevole.
Il recupero delle informazioni, infatti, continuerà a seguire la stessa logica di retrieval, mentre il modulo di generazione potrà essere sostituito senza “spacchettare” l’intera infrastruttura.
Allo stesso modo, il debito tecnologico risulta più gestibile: non si rischia di accumulare personalizzazioni o dipendenze critiche che leghino la vita dei propri progetti a un particolare strumento.
Al contrario, si costruisce un ecosistema flessibile, dove i singoli componenti — dal motore di ricerca al modello di generazione — possono essere sostituiti o aggiornati con interventi mirati, preservando il resto della pipeline.
Come noi di DataDeep possiamo aiutarti
In un contesto industriale in costante evoluzione, la possibilità di rimanere agili e di sostituire i “pezzi” tecnologici senza dover ricostruire tutto da capo rappresenta un vantaggio competitivo significativo.
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